La Mobilità che ci aspetta

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Mi ha molto colpito la dialettica che si sta sviluppando a Roma sulle soluzioni e proposte per quando (speriamo presto) potremo tornare gradualmente alla “normalità“. Un dibattito, ma non è una sorpresa ahimè, in leggera controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo nel resto d’Europa e del Mondo.

Già da qualche giorno si parla, tanto per cambiare, della ZTL. Se ne propone l’abolizione per tutto il 2020, come se fosse la TARI o l’OSP o la COSAP.

Purtroppo, è un concetto sul quale mi sto battendo da anni che fa fatica a fare breccia, la ZTL, la Sosta Tariffata, la Congestion Charge (o Area C) non sono gabelle di un sovrano medievale, servono bensì a disciplinare una risorsa scarsa, limitata e alla quale tutti vogliono accedere, spesso nello stesso momento, come il suolo pubblico. E siccome purtroppo cambiamo le nostre abitudini e ci “regoliamo” solamente quando c’è una leva finanziaria o una imposizione, ecco che devo introdurre una tariffa o una limitazione all’accesso. Un po’ come in palestra quando la seconda doccia diventa a pagamento o all’aeroporto quando dopo x minuti di sosta davanti agli arrivi vengo multato. Altrimenti abuseremmo dell’acqua o dello spazio davanti al terminal.

Nei giorni scorsi ho partecipato ad una interessante e proficua call con i membri del PAC (Political Advisory Committee) del progetto europeo CIVITAS di cui faccio parte da quasi due anni. Il confronto è stato ancora più interessante data la difficile situazione che tutte le città stanno attraversando; inevitabilmente nei prossimi mesi andrà completamente ripensato il sistema della mobilità urbana e del trasporto pubblico. E interagire con gli altri amministratori europei è sempre uno stimolo e opportunità di crescita.

Più in generale, sto seguendo in Rete in questi giorni con estremo interesse le idee e documenti che stanno cominciando ad emergere. Iniziative di molte città come la creazione ad es. di ciclabilitemporanee” andranno valutate con estrema attenzione.

C’è infatti un dato di partenza importante: l’accesso e l’utilizzo del trasporto pubblico come siamo stati abituati fino a qualche settimana fa probabilmente sarà un lontano ricordo per molti mesi a venire. Verrà meno quindi la superiore capacità di trasporto che i mezzi pubblici possono garantire (un bus 100 persone, un treno della metro 1200, un’auto se va bene 4). Nel migliore dei casi e con la migliore organizzazione il trasporto pubblico locale potrà spostare il 20% degli utenti che trasportava prima dell’emergenza a causa delle norme che ci imporranno distanziamenti, contingentamenti ecc.

Dall’altro lato, seppur gradualmente, riprenderemo a spostarci, andare a scuola, all’università, al lavoro (magari continuando a sostituire qualche riunione fisica con riunioni in video conferenza, visto che abbiamo scoperto che funzionano benissimo e anzi probabilmente siamo anche più produttivi ed efficaci). Riprenderà quindi a salire la domanda di mobilità. E in qualche modo le persone dovranno spostarsi.

Avremo davanti quindi un bivio: o tutti in macchina, con le pessime conseguenze che conosciamo dal punto di vista della salute, dell’ambiente, del tempo, delle finanze private (ricordo sempre che il solo mantenimento di un’auto privata oscilla tra i 5.000 e gli 8.000 euro/annui), dell’economia (1e 2) e quindi la sua scarsa efficienza ed efficacia. Aggravate dal fatto che molti di più saranno spinti ad utilizzarla. Il risultato sarà la paralisi totale.

Oppure incentivare e rendere più facili e sicuri gli spostamenti (dopo averli ridotti a monte o scaglionati) a piedi, in bicicletta (non ci sono più scuse, elettrica, pieghevole ecc), e tutte le alternative che stanno nascendo (penso alla micromobilità). E se proprio non posso fare a meno dell’auto, che sia in taxi o condivisa (sharing) o completamente occupata (pooling).

Il “mantra” quando si parla di questi temi nella Capitale d’Italia è sempre uno: è impossibile, ho la necessità y, il bisogno x, troppo lontano, troppa fatica. Eppure i dati sviluppati nell’ultimo anno da Roma Servizi per la Mobilità, ci dicono il contrario, oltre il 50% degli spostamenti quotidiani sono brevi.

Non ritengo assolutamente di avere la soluzione, anzi, ora più che mai sarà necessaria la collaborazione e il supporto di tutti per ripensare completamente gli spazi e le modalità di spostamento delle nostre città.

Di un dato però sono certo, difficilmente le cose torneranno come prima, e soprattutto se penseremo ancora di approcciare con la visione degli anni ’60 che prevede automobili per arrivare ovunque, o peggio, automobili come (presunta) misura per rilanciare il commercio al dettaglio, allora avremo fallito in partenza. E il risultato sarà la paralisi totale e il caos.

Insomma, in estrema sintesi, se nei prossimi mesi vorremo spostarci in maniera più sicura, efficace e sostenibile, altro che abolizione della ZTL, forse dovremmo pensare seriamente di estenderla. Cosi come tutte le misure volte a disincentivare l’utilizzo del mezzo privato. Anche per far si che i mezzi pubblici che circoleranno su strada possano garantire più corse ed essere più veloci.

Come sempre, sono aperto al confronto e al dibattito con ognuno di voi.



Categorie:Uncategorized

8 replies

  1. Salve Enrico! Piedi per terra, progetti e speranze illusorie non portano da nessuna parte.

    L’Atac incassa nenache un terzo dei costi; servizio da schifo ed ora orari e frequenze random, ma rifiuto di parziale rimborso degli abbonamenti, come invece hanno fatto a Parigi.

    Forse saprai che ho chiesto a Brinchi la “patente”, visto che, una volta su due che uso i mezzi pubblici, questi hanno problemi. La metro C ha sempre problemi.

    L’altra sera, all’ennesimo blocco, spiegavano in quale binario occorreva andare (ma siamo a Termini?), ma zero informazioni sui mezzi da prendere. Erano le 20,30 e c’erano madri di famiglia che dovevano arrivare a Laurentina dalla figlia piccola: il 105 arrivato dopo 10 minuti è rimasto fermo a Parco di Centocelle (ove dopo quasi 4 anni di nulla, non siete stati capaci di far scendere il “tranvetto”), fino alle 21,01, fregandosene dei passeggeri che stavano, giustamente, per menarlo, visto che non ha voluto chiamare la centrale per anticipare la partenza, permettendo di arrivare a Porta Maggiore in tempo per l’ultimo tram.

    Ma della battaglia contro i dirigenti Atac strapagati per fare solo casini? Ve la siete dimenticata?

    Pagherete tutto, pagherete caro. El pueblo unido, sera mai vincido torna attuale.

    Ciao. Renato Borgognoni Telefono (0039) 388 2055503

    • Atac incazza un terzo dei costi (?) …lascia perdere il vino se ti fa questo effetto!

      ma che cosa stai dicendo… ma hai letto il bilancio ATAC 2018 (?) ricavi totali di sola bigliettazione circa 280mln€ a fronte di costo complessivo totale di ATAC che è 400mln€ circa anno -ovviamente ATAC non produce ricavi dalla sola bigliettazione ma anche da altre fonti. ATAC ha registrato minori perdite per circa 170Mln€ , in pratica sta risando il dissesto

      ma tu dove le prendi le informazioni da Topolino?

      poi racconti una filippica sui malfunzionamenti, io prendo la C ogni giorno e cambio proprio a Centocelle, ma che storie vai farneticando ?

      secondo me non sei del tutto lucido, e se quello è il tuo reale nome e cognome capisco anche il perchè… ma che prentendevi che ti davano voce in capitolo? guarda che si amministra con le competenze non con le favolette??

      puoi continuare a raccontarla ai fenomeni del “tavolo mobilità”, ci sono venuto due volte nessuno di voi sa leggere un bilancio ma siete tutti economisti, vi reputate trasportisti perchè sapete la differenza tra scartamento normale e ridotto… state messi male

      valla a raccontà al tavolo, che stai bene così… bacioni Renato continua a inventare storie :*

  2. Buon pomeriggio le invio l’articolo di Repubblica in cui si prevede un poderosissimo aumento del traffico privato in Cina dopo l’emergenza del coronavirus, se non prendete provvedimenti di potenziamento del trasporto pubblico da noi a Roma sarà pure peggio.
    https://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2020/04/11/news/addio_al_trasporto_pubblico_dopo_il_coronavirus_tutti_in_auto-253727779/?ref=search
    Distinti saluti
    Paolo

  3. Per i taxi la vedo dura: distanziamento impossibile, e basta un passeggero infetto per rendere l’abitacolo un nuovo focolaio…

    • gia sul taxi si viaggia al massimo in due passeggeri. Il tassista lavora con mascherina, la macchina è pulita e disinfettata constantemente.

  4. Sono d’accordo con la necessità di ampliare la ZTL, anzi sarebbe indispensabile un progetto che veda tutta la città come un’unica ZTL, incentivare gli spostamenti individuali con biciclette, bike sharing, micro veicoli elettrici, scooter elettrici, monopattini ecc. Favorire l’utilizzo di questi mezzi ed eventualmente incentivare l’acquisto di biciclette elettriche o i nuovi monopattini da parte del Comune, ma anche da parte dei privati cittadini. Ovviamente per fare questo è necessario prevedere dei mega parcheggi all’esterno dell’area urbana così che chi arriva da lontano possa utilizzare la propria auto fino ad un determinato punto che non crei congestione e da lì ripartire per raggiungere il luogo di lavoro con biciclette, monopattini ecc.
    I mezzi pubblici purtroppo non saranno idonei al trasporto collettivo in “sicurezza” per lungo tempo.
    Per la ripresa della mobilità, che sia sostenibile, in sicurezza ed individuale, purtroppo siamo in ritardo e non siamo attrezzati.
    Disponibile per approfondire l’argomento.
    Gianni Conte

  5. Buongiorno dott. Stefàno e buongiorno a chiunque legga questo sito.
    Pochi giorni fa il CNR di Napoli ha pubblicato una ricerca che dimostra scientificamente come le auto a metano producono meno gas climalteranti delle auto ibride, ma la stampa e la politica INCREDIBILMENTE non ne parlano.
    Trovate tutto al link: https://www.metanoauto.com/modules.php?name=News&file=article&sid=9350
    Inoltre se si realizzasse seriamente la produzione di biometano, il trasporto stradale a metano sarebbe a emissioni zero e con tutti i residui organici che l’Italia produce (da cui ricavare biometano), potremmo essere vicini all’autosufficienza.
    Leggete quì: https://www.metanoauto.com/modules.php?name=News&file=article&sid=9356
    e quì: https://www.metanoauto.com/modules.php?name=News&file=article&sid=9352
    Se solo il trasporto pubblico (bus, auto dela municipale, auto blu, ecc.) fosse a metano ci sarebbe una svolta economica e sull’inquinamento non indifferente
    La Germania produce biometano per il 50% del suo fabbisogno. L’Italia solo per il 9%.
    Un caro saluto
    Valerio

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